Oggi si parla molto di meditazione, dei benefici fisici e mentali che una pratica costante e quotidiana può garantire.

Il nostro cervello è sempre più sottoposto ad un infinità di stimoli, sonori e visivi, e la meditazione é la pratica per eccellenza che ci può aiutare:

  • a fermarci,
  • a essere presenti a ciò che ci accade,
  • a rilassarci,
  • a ridurre lo stress,
  • a scendere nella profondità della nostra mente allontanandoci dall’ego per ritrovare il sè, la pura coscienza.

Come scrive il dottor Chopra nel suo libro “Meditazione totale”: per millenni si è cercato di svelare i segreti della mente umana. E ancora oggi non si è raggiunto un accordo nel definire che cosa siano la coscienza e la capacità di essere consapevoli di noi stessi e del mondo intorno a noi.

Che cosa resta quando riusciamo a vedere i nostri pensieri come un’increspatura sulla superficie del mare?

Quando cessano?

Perchè soprattutto è necessario fermarci?

La nostra mente è straordinaria ma non distingue ciò che è reale da quello che non lo è.

Pensa ad un cibo che ti piace, immaginalo, senti il suo profumo, la sua fragranza, visualizza il gesto di portarlo di portarlo alla bocca; probabilmente la tua salivazione è aumentata proprio come quando hai davanti il tuo piatto preferito realmente, vero?

La tua mente ha inviato al tuo corpo messaggi di piacere e anticipazione e il tuo fisico ha reagito di conseguenza, anche se il cibo era solo nella tua immaginazione.

Il cervello limbico, il cervello emozionale, traduce chimicamente ciò che è arrivato alla mente, qualsiasi cosa.

Pensieri di paura, stress, pericolo agiscono sia a livello emotivo che fisico ed è come se fossimo una macchina con il motore sempre acceso, anche se non dobbiamo andare da nessuna parte.

La meditazione può aiutarci a “mettere in folle” o addirittura spegnere il motore, fare in modo che il battito del nostro cuore rallenti così come il respiro; un cervello in meditazione emette onde cerebrali che consentono agli emisferi di trovare un equilibrio, e molto altro.

Sono indubbi ed accettati anche dagli scienziati più rigorosi i benefici della meditazione nella gestione dello stress.

Ma facciamo un passo ulteriore.

La meditazione è ascolto e riflessione, è consapevolezza, è auto-interrogazione: chi sono, cosa voglio, qual’è il mio scopo; è rafforzare il nostro focus, raggiungere la pace interiore.

Attraverso la pratica del pratyhara, come la definisce Patanjali, ritiriamo i sensi per intercettare ciò che accade nel nostro profondo, la coscienza che trascende la realtà come noi la percepiamo nel mondo materiale.

Vi sono diverse tecniche meditative e anche quello moderne come la mindfulness (che per alcuni non è meditazione) comunque affondano le loro radici in Oriente, soprattutto in India.

La meditazione con i mantra, ad esempio, consiste nel ripetere una parola sacra o una serie di parole, vocalmente o silenziosamente, è utilizzata nell’induismo e nel buddhismo, specialmente nel trantrismo.

Secondo i Veda l’universo si manifesta attraverso il suono, esiste e si mantiene tramite il suono, si dissolve per riaggregarsi tramite il suono.

La ripetizione delle parole, per la maggior parte in sanscrito, regola la respirazione; ogni mantra ha un significato preciso e può invocare un potere, una divinità o essere; può essere un bija mantra, un mantra seme, composto da poche sillabe, il più famoso è l’om.

Nel Mandukyaupanishad è scritto: om contiene il mondo intero.

E’ il passato, il presente, il futuro.

Tutto ciò che esiste è om.

E tutto ciò che è al di là del triplice aspetto del tempo é semplicemente om.

La pratica di ripetere un mantra dovrebbe essere quotidiana, lo stesso mantra ripetuto per 40 giorni consecutivi.

E’ una meditazione semplice, non c’è un modo sbagliato di praticarla,  la ripetizione continua aiuta la mente a rallentare e a placarsi, come la fiamma di una candela in un angolo senza vento.