Tutte le culture antiche indicano che i 4 elementi (fuoco, terra, aria e acqua) sono le forze essenziali che sostengono il mondo.

I 4 elementi sono la costante simbolica che descrive i principi organizzativi non solo della natura ma dell’universo e dell’uomo.

I primi a classificarli furono forse i Cinesi nel secondo millennio avanti Cristo.

I filosofi Greci ne trattano ampiamente e Aristotele introduce un quinto elemento a completamento: l’dea o hieron la “cosa divina”.

La tradizione induista riconosce cinque elementi, i Pancha Mahabuta:

  • terra, prithvi
  • acqua, jala o apah
  • fuoco, agni o jotimsi
  • aria o vento, vayu
  • e infine l’akasha, l’etere.

Il sigillo di Salomone é formato da due triangoli che si intersecano: uno con l’apice verso l’altro, rappresenta il fuoco e il maschile, uno con l’apice verso il basso che rappresenta l’acqua e il femminile. La base di ogni triangolo taglia l’altra così da formare il simbolo degli altri due elementi, terra e aria.

Anche il pentacolo simbolo di perfezione e integrità è formato da due triangoli che si intersecano.

Agli alchimisti si deve l’utilizzo del triangolo come simbolo per gli elementi che deriva probabilmente dal Tetraktys di Pitagora.

La quintessenza o l’etere secondo loro è la forza vitale dei corpi, l’essenza alchemica ottenuta alla fine di cinque distillazioni.

Su questi pilastri, su cui si costruisce qualsiasi tipo di struttura e che permea tutta la natura, poggiano:

  • l’alchimia,
  • le discipline ayurvediche e
  • l’astrologia sia quella occidentale che quella indiana.

Gli elementi non descrivono solo il mondo fisico ma anche dell’uomo.

I saggi dell’antico Egitto credevano che gli elementi potessero fornire una profonda comprensione della natura umana.

L’astrologia lo descrive molto bene: ad ogni segno zodiacale corrisponde un elemento che aiuta ad identificare le modalità di azione, reazione e il comportamento.

Il primo segno della ruota dello zodiaco é l’Ariete, fuoco, segue il Toro, terra, i Gemelli, aria, e il Cancro acqua.

E via di nuovo: un segno di fuoco, uno di terra, uno d’aria e uno d’acqua.

Non è una sequenza casuale.

Il fuoco è

  • energia,
  • passione,
  • zelo,
  • vitalità,
  • immaginazione,
  • entusiasmo.

Il fuoco é la scintilla che inizia una situazione e poi si espande veloce in modo intrepido e a volte rischioso.
E’ il movimento, la trasformazione, il cambiamento, la creatività.

L’energia però si deve in qualche modo radicare e prendere forma.

Ecco quindi la terra in cui ci:

  • radichiamo,
  • ancoriamo,
  • costruiamo la realtà.

E’ l’elemento della solidità, della crescita personale perchè insegna a stare nel presente, della pazienza, della materia.
La terra è tenace, è sensitiva, ha una grande capacità di utilizzare il mondo materiale ed è profondamente legata alla natura e al corpo fisico.

Ma non si dovrebbe stare nell’immobilità ed ecco che arriva l’aria che crea movimento, che comunica, che cambia.

L’aria è:

  • la mente,
  • i pensieri,
  • le ispirazioni,
  • le idee.

L’aria è razionale, riflessiva: visualizza, analizza, discerne, valuta e giudica.

Non è a suo agio con le emozioni e non teme il cambiamento perchè è un’opportunità per distanziarsi dalla quotidianità.

Ora occorre qualcosa che amalgama, che miscela ed ecco l’acqua.

L’acqua è:

  • l’emozione,
  • il sentimento,
  • l’amore,
  • l’amicizia
  • ma anche la purificazione.

L’acqua è il principio femminile passivo e ricettivo mentre il fuoco quello maschile attivo.
L’acqua è sensibilità, è intuizione, riflessione, empatia. A volte vulnerabile e troppo sensibile.

Le emozioni ci permettono di vivere la vita in modo completo, pieno e ricco.

Il ciclo poi ricomincia: la materia si aggrega e disgrega, ci insegnano gli alchimisti: solve et coagula.

Come scrive Denise Linn “gli elementi sono strumenti efficacissimi per agire e lavorare sulla nostra mente, sulle nostre emozioni, sul nostro corpo e sul nostro spirito. Ogni elemento reca un dono che conferisce equilibrio alla vita”.

Il suo libro Soul Coaching è uno splendido percorso di crescita ed evoluzione attraverso gli elementi.

Il quinto elemento, l’akasha dei veda, l’etere degli alchimisti, l’idea di Aristotele, è una “sostanza misteriosa”.

E’ l’energia sottile, spirituale, l’elemento superiore che sottende gli altri elementi e in qualche modo “collega” tutto.

Frazer sostiene che “le cose agiscono a distanza le une sulle altre, per una simpatia segreta, il cui impulso si trasmette dalle une alle altre per mezzo di ciò che noi possiamo concepire come un etere invisibile”.

I nativi americani Hopi credevano nella Donna Ragno, Asibikaashi, che emerse dal vuoto e la prima cosa che fece fu di tessere una ragnatela per collegare tutto.

La fisica quantistica sta dimostrando che questa rete, l’etere, la quintessenza esiste.

Gregg Braden la chiama la Matrix Divina, i fisici il campo del punto zero o semplicemente il campo.

Nel 1944 il grande fisico Max Planck uno dei padri delle fisica quantistica, fece questa affermazione:

“Avendo dedicato tutta la mia vita alla scienza più lucida, lo studio della materia, posso affermare questo sui risultati della mia ricerca sull’atomo: la materia in quanto tale non esiste. Tutta la materia ha origine ed esiste solo in virtù di una forza che fa vibrare le particelle atomiche e tiene insieme quel minuscolo sistema solare che è l’atomo. Dobbiamo presumere che dietro questa forza esiste una mente cosciente e intelligente. Questa mente è la matrice di tutta la materia”.

I popoli antichi l’hanno spiegato ovunque: nei loro testi, nella loro cosmogonia, sui loro templi e monumenti.

 

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