“Quando tutti i nodi del cuore sono sciolti, allora per questa nascita umana, il mortale diventa immortale” (Upanishad)

In un mio precedente articolo “Prana l’energia vitale”, ti ho parlato di energia e dei chakra in modo generico, oggi ti voglio raccontare di un chakra in particolare Anahata, il centro del cuore.

Anahata letteralmente significa non colpito, o meglio “suono che viene prodotto senza che due oggetti si colpiscano”; é collegato fisicamente al cuore, ai polmoni e al timo.

Il chakra del cuore è posto al centro del sistema energetico, il suo simbolo è un loto di dodici petali e due triangoli che si intersecano formando una stella.

In Anhata si incontrano le due correnti energetiche Ida e Pingala, il principio maschile e femminile ed è il centro dell’amore; ma non è l’amore legato ad uno stimolo esteriore, orientato verso un oggetto, che necessita di essere “toccato”, come dice appunto il suo nome, è vissuto come uno stato dell’essere.

Qui ci troviamo dopo aver attraversato i primi 3 centri, cioè dopo aver soddisfatto i bisogni materiali grazie alla volontà di Manipura chakra, e prima di “salire” verso vibrazioni più alte.

Il cuore è il centro, tutti i chakra devono funzionare affinchè possiamo imparare ad amare incondizionatamente: dobbiamo saper sentire, comunicare, dobbiamo imparare ad avere una nostra autonomia e un nostro potere, dobbiamo saper vedere e capire, ma soprattutto dobbiamo lasciare che accada.

Possiamo crescere ed evolvere solo attraverso l’amore, ma questo amore deve essere equilibrato, D.H. Lawrence scrive “se si cede all’altro interamente si ha un bel pasticcio. Bisogna equilibrare amore e individualità, e sacrificare una parte di ciascuno”.

Come curiamo il nostro cuore? Per prima cosa é bene fare esercizi di respirazione profonda e completa accompagnati da movimenti delle braccia in coordinazione, poi è utile tenere un diario, imparare a lavorare sul perdono (che non significa dimenticare), scegliere di fare, ogni tanto, qualcosa di inaudito per se stessi.

I colori di Anahata sono il rosa (amore e ottimismo) e il verde (ciò che trascende la natura umana).

La pietra il quarzo rosa , chiamata anche e soprattutto la pietra dell’amore: apre all’amore per se stessi e per gli altri, fa sentire degni di riceverne, sviluppa la compassione e la sensibilità, insegna la generosità e la tolleranza. Permette di trovare la calma e la decisione con un attegiamento disponibile e positivo nei confronti della vita.

Gli oli essenziali da utilizzare per questo chakra sono principalmente la rosa, il neroli e la cannella.

Mentre scrivo questo articolo mi rendo conto di quanto sia sempre affascinante parlare del sistema dei chakra. Una sapienza antica e millenaria ma così attuale e perfetta nello spiegare l’unione mente-corpo.

Ci sarebbe veramente ancora tanto di cui scrivere, tornerò sicuramente su questi argomenti.

Ti lascio con un’affermazione da ripetere quando lavori su questo chakra:

sono degno d’amore, mi amo e amo gli altri, le mie emozioni sono bilanciate e in armonia”.

Difficile? Si. Impossibile? No.

Namaste